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Fare rete oltre la rete: tentare di far conoscere i referendum, nonostante la tv

Ciò che dona energia e soprattutto porta i cittadini a votare per questo referendum è una comunicazione diffusa ed efficace. Sulla seconda caratteristica ci sono diversi casi che dimostrano tale efficacia e che confermano quanto e come la partecipazione di chi si fa promotore e divulgatore dei quesiti referendari porta a risultati comunicativi notevoli. La diffusione dei contenuti, invece, si manifesta nella contrapposizione di due diversi ambienti mediatici: se da una parte la rete rappresenta lo spazio dove fare informazione e dove costruire sistemi di partecipazione dal basso, la televisione, al contrario, si dimostra ancora una volta trincerata e sorvegliata.

Uno squilibrio talmente evidente da rappresentare un vero e proprio spartiacque informativo tra chi è connesso al web e chi invece consuma informazione esclusivamente attraverso la tv. L’Agcom pochi giorni fa è intervenuta richiamando all’ordine il servizio pubblico, rappresentato dalla Rai, chiedendo maggiori spazi informativi in vista della chiamata alla urne. Che il servizio pubblico venga bacchettato sulla poca attività di informazione ai referendum, la dice lunga su come possa essere inteso e poi applicato lo strumento della televisione pubblica in questo paese, ma lascia allo stesso tempo perplessi l’intervento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ad alzare la voce solo a pochi giorni dal voto. I giorni, le settimane passate nel silenzio della Rai sono state controbattute dal corrispettivo silenzio da parte dell’autorità. E poi c’è il caso del Tg1 che in un servizio mandato in onda il 4 giugno, alle 13.30 sbaglia le date del referendum. In rete scatta la mobilitazione affinché venga comunicata la rettifica, che arriva ieri e che, nonostante la lentezza, dimostra quanto la rete sia influente ed interagisca sempre più con il mezzo televisivo.

Un dato certo c’è, senza dubbio il gap informativo sta dimostrando di essere un incentivo alla partecipazione e al sostegno dei quesiti referendari per raggiungere il quorum. In rete le iniziative fioccano e tutte sono rivolte non a chi è connesso, ma proprio a chi il web non lo abita, insomma, la voglia è quella di “fare rete” oltre la rete, attivare meccanismi partecipativi raggiungendo chi non è connesso. Tra le iniziative più interessanti c’è il caso di “San Tommaso is Back”, idea nata e promossa dalla cantante romana Pilar, ovvero offrire eventi gratuiti a chiunque dimostri di aver votato al referendum mostrando la propria tessera elettorale. L’iniziativa sta trovando sempre più adesioni, nonché eventi promossi. E poi c’è il “TaxiQuorum” idea nata in rete, dove un gruppo di promotori del referendum sta organizzando un servizio di trasporto gratuito ai seggi elettorali per tutte quelle persone che hanno problemi di mobilità e che sono intenzionate ad andare a votare. Sulla pagina Facebook dedicata a tale iniziativa si susseguono offerte da parte di cittadini e tassisti al trasporto di elettori con difficoltà al movimento.

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Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

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