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Red Ronnie, il quartiere Sucate e gli epic fail delle campagne elettorali

Siamo agli sgoccioli di queste campagne elettorali infuocate dove il voto amministrativo ha assunto, come spesso accade, la portata nazionale. Al di là dei risultati che andremo a conoscere abbiamo comunque un dato certo: il web è tra gli strumenti adottati ed utilizzati per comunicare e dibattere i temi politici, è un fatto assodato, oggi appare come una banalità e a dimostrarlo di certo non è quest’ultima tornata elettorale. Ma queste settimane, questi ultimi giorni, ci offrono un ulteriore dettaglio per nulla scontato sulle forme e le pratiche di partecipazione dal basso che possono, a loro modo, incidere sugli equilibri politici difesi e curati dai partiti e dalle coalizioni durante le campagne elettorali. Ormai sono quasi sette giorni che la pagina Facebook di Red Ronnie continua ad essere tempestata dai messaggi confezionati sotto “l’effetto Pisapia”, di fatto lo spazio è in mano agli utenti che, oltre a pubblicare messaggi, si cimentano nella produzione di contenuti come fotomontaggi, video amatoriali, canzoni e così via. La creatività si esprime nel sapere mescolare temi e argomenti a volte del tutto diversi che però possono produrre nuovi significati, ulteriori spunti per ampliare e alimentare il dibattito (come l’immagine di questo post). La rete in questo è davvero scardinante.

Un altro caso è quello del quartiere di Sucate, qui l’episodio ci ha dimostrato come la stessa interazione tra candidato (o lo staff del candidato) e gli utenti del web non deve essere sottovalutato, il rischio, che poi si è tramutato in fatto concreto, è quello di perdere il controllo delle tematiche proposte di subire un vero e proprio capovolgimento critico. La risposta su Twitter da parte dello staff della Moratti che è cascato nella trappola ha dato il via allo sghignazzo collettivo consentendo una nuova e massiccia condivisione di contenuti consistenti nel mix esplosivo di satira, critica e vero e proprio sberleffo. A mio parere buona parte della politica nostrana ancora oggi sottovaluta non tanto la rete in quanto mezzo di comunicazione (per qualsiasi politico su internet “bisogna starci”), ma le pratiche e soprattutto le logiche che governano l’uso e il consumo del web. L’interazione di rete, per molti, è ancora pensata e purtroppo applicata nella logica della comunicazione dall’alto verso il basso e dal momento in cui si interagisce con gli utenti connessi il pericolo di uno scivolone è dietro l’angolo.

Allo stesso tempo non credo molto nella differenza di approccio al web tra destra e sinistra. In questi giorni ho letto delle riflessioni sulla goffaggine delle coalizioni di centrodestra impegnate negli ambienti social. Non bisogna dimenticare, però, come la rete ha accolto e poi rimediato la campagna politica del Pd dove lo slogan promosso e l’immagine di Bersani sono stati del tutto ribaltati nel significato e nel valore (qui un esempio). Del resto le azioni di comunicazioni del Pd spesso lasciano degli spazi interpretavi davvero ampi per una manipolazione dell’immagine comunicata e del messaggio sostenuto.

In conclusione: le variabili da considerare per qualsiasi messaggio politico sono infinite e come in tutti gli ambienti partecipativi qualsiasi messaggio, di fatto, può essere reinterpretato e orientato a deridere la fonte che lo ha diffuso. Questo vuol dire che, comunque la si rigiri, la partecipazione degli utenti offre tutti quegli strumenti e quegli spazi per poter agire e non solo fruire dei contenuti comunicati. L’elettorato oggi è sempre più connesso e sta dimostrando di avere acquisito una certa maturità nell’interazione con i soggetti politici e gli oggetti comunicati, tale maturità stenta ad essere individuata tra i partiti. I casi di Milano si aggiungono ai cosiddetti “epic fail” che la rete colleziona, quasi ogni giorno.

Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

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