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Cosa sta accadendo alla stazione Termini?

Dal momento in cui la voce registrata conferma l’arrivo alla stazione Termini e le porte dei vagoni si aprono, un sottile senso di disorientamento ti invade, poi cresce e resta tale fino a che non riesci a far riemergere la testa da quel caos. Benvenuti alla stazione Termini snodo centrale e fondamentale per la città di Roma. Se sei nella capitale per lavoro, per studio o per turismo molto probabilmente passi di qui. Le due linee della metropolitana si incontrano qui, ciò significa che a Termini, ogni giorno, passano migliaia e migliaia di persone.

Per questo motivo Roma Metropolitane ha deciso di riqualificare l’area di scambio tra la linea A e la linea B. Le azioni di ammodernamento, qualora messe a punto, consentirebbero ai viaggiatori di poter passare da una linea all’altra o in alternativa di uscire dalla stazione con più facilità, senza dover rimanere impantanati in file interminabili e in situazioni di vero e proprio congestionamento dei percorsi. Così dal 10 aprile 2010 sono iniziati i lavori con fondi stanziati che si aggirano attorno i 63 milioni di euro. E da quel momento, per chi come me e come tanti altri romani e non ogni giorno prende la metropolitana, è iniziato un vero e proprio calvario. I lavori per forza di cose causano dei disagi, ciò è comprensibile e anche sopportabile, ma di certo ora come ora i punti di scambio della metropolitana della stazione Termini aumentano tale disagio, fino a raggiungere momenti di esasperazione.

Nei momenti di grande afflusso le aree di passaggio, ristrette o ridotte di numero per via dei cantieri, obbligano le persone ad intraprendere lo stesso percorso provocando file enormi. Si resta schiacciati come sardine, cercando di non calpestare chi si ha di fronte e pregando di non rimanere schiacciato da chi è dietro. Roma Metropolitane fa sapere, in un primo comunicato, che il termine dei lavori è previsto entro il 2012, poi, nel tempo, specifica che tutto sarà finito entro la fine del 2012. Certo, stando alla lentezza con il quale diffonde le informazioni riguardo ai cantieri non c’è da stare allegri. L’ultimo comunicato stampa della società riguardo i lavori della stazione Termini risale al 10 febbraio, la società conferma che i lavori procedono speditamente, senza intralci o problemi di sorta. Non sono dello stesso avviso i passeggeri e neanche la Procura di Roma che lo scorso dicembre ha aperto un’indagine sulla sicurezza dei cantieri, ma anche la stessa sicurezza delle persone che transitano nelle aree di passaggio è sotto la lente di ingrandimento. Sempre lo scorso dicembre è stata presentata un’interrogazione urgente al ministro delle Infrastrutture da parte di un senatore dell’Idv che chiedeva spiegazioni sui disagi e sulla disorganizzazione dei lavori.

Ad intensificare il disagio c’è inoltre la segnaletica, che la società dice di aver migliorato, che però risulta essere insufficiente. In queste settimane di grande afflusso di turisti è particolarmente evidente l’inadeguatezza della segnaletica: giunti a Termini, i turisti entrano nel panico cercando di comprendere quale sia la direzione giusta considerando che tale segnaletica è espressa quasi esclusivamente in lingua italiana. Per migliorare il flusso di persone, Roma Metropolitane ha incaricato degli addetti (riconoscibili da un fratino) di aiutare i passeggeri costretti a risalire il girone dantesco. Di solito tali addetti sono impegnati a sbracciarsi cercando di addomesticare la valanga umana che ogni qual volta si riversa prima sulle banchine e poi entra nei cunicoli cantierizzati, in altri casi sorveglia le aree chiuse al passaggio. Episodi come quelli raccontati da un lettore de Il Messaggero, sono, purtroppo, all’ordine del giorno. Ho visto sempre i soliti malcapitati turisti, che non trovavano o non comprendevano le indicazioni offerte dalla segnaletica, cercare di stappare informazioni agli incaricati che spesso non parlavano inglese.

Termini è “na gran caciara” dice la folla che ogni giorno, spalla a spalla, si avvia lentamente verso la propria direzione pestando piedi ed evitando borse e valigie, e quando si arriva a destinazione ci si sente un pizzico sopravvissuti a questa gran caciara.

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Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

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