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Recensione

Il surreale è una conseguenza non una cifra stilistica, La schiuma dei giorni



La schiuma dei giorni
è una storia d’amore straziante. È un libro intenso, immediato e diretto. È una scrittura per nulla scontata, anzi, demolisce i canoni e dalle macerie prende pezzi differenti tra loro per comporre qualcosa di diverso. La schiuma dei giorni assomiglia al jazz, quello senza schemi o ritornelli, è un libro libero di inventare nuovi termini sfuggendo da qualsiasi regola. L’autore è Boris Vian: scrittore, musicista ed ingegnere morto all’età di trentanove anni. Nel romanzo c’è tutto questo eclettismo condensato e personificato da personaggi dai tratti instabili che si caratterizzano solo ed esclusivamente per le loro azioni. Ecco cosa mi ha colpito leggendo il libro, una totale assenza dello scandagliare la psiche. Mancano all’appello le sfumature psicologiche, materia cerebrale proveniente dalla mente dell’uomo sotto forma di parole. Colin, il giovane protagonista, si innamora di Chloe e questo basta per far sì che la storia possa iniziare ed evolversi. Ciò basta al lettore per far sì che la storia scorra come meglio vuole, e se ci sono impedimenti, allora sarà la realtà ad essere piegata alla storia, non il contrario. Il surreale è una conseguenza, non una cifra stilistica. Ad esempio, le mura di una casa possono ampliarsi o ridursi a seconda delle esigenze dei personaggi, i topi si dimostrano validi aiutanti domestici (e non delle sporche bestiacce portatrici di malattie). Ma un mondo così flessibile al volere della storia può nascondere insidie, alcune terribili, mortali. Così l’amore di Colin dovrà affrontare la dura prova della malattia di Chloe. La schiuma dei giorni allora si incupirà, muteranno i toni, i colori delle parole perderanno brillantezza per lasciare spazio a grigi tenui e rari. Ma non si perderà lo stile personalissimo dello scrittore che tratterà anche questo cambiamento della storia con uno stile difficile da riscontare in altri autori.

Ci sono tanti modi per interpretare un romanzo. La schiuma dei giorni può essere visto sotto la lente dell’addio della adolescenza. O anche come una storia d’amore, con pura polpa di amore, nessun conservato o strani coloranti aggiunti. Si può considerare la storia una dura accusa contro la società di massa dai percorsi di crescita uguali per tutti, del lavoro standardizzato e della catena di montaggio; ecco forse l’adozione di chi nel ’68 vide in questo libro (scritto nel 1946) una sorta di ribaltamento delle regole. Io quest’ultimo aspetto proprio non ce lo vedo. Leggendo il romanzo di Vian ho trovato molto altro, quello, appunto, che ho scritto in questo post.

“Se sei ancora in mood schiuma dei giorni, ti consiglio l’ascolto di “Morna” di Vinicio Capossela. Pare sia una canzone dedicata a quel libro”. Grazie Marco.

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Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

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