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Recensione

Due fumetti

pasoliniLe gabbie del fumetto possono sì racchiudere immagini e parole, ma in alcuni casi queste si fondono e viaggiano libere entro altri (e sterminati) immaginari. Ecco perché raccontare il corpo e la mente di Pier Paolo Pasolini sottoforma di fumetto è un’operazione complessa e rischiosa: un personaggio così sfuggevole e difficile da porre in un preciso contenitore potrebbe non accettare la struttura sequenziale di una storia disegnata. L’alternativa è di lasciare quella pagina bianca a Pasolini. Lasciarlo parlare e raccontare quello che ha in mente, secondo i tempi e i modi a lui più congeniali. Il risultato è un fumetto atipico. Sì, senza dubbio ha un inizio ed una fine, come la vita del poeta, parte da Conegliano per poi passare per Bologna ed arrivare a Roma, anzi, ad Ostia. Ma tra le pagine c’è un percorso per nulla scontato, fatto di accellerazioni e di pause, di riflessioni lunghe ed articolate, seguite da brevi frasi che racchiudono da sole una forza enorme. Davide Toffolo trasforma Pasolini in un fumetto a volte onirico, altre volte senza tempo dove, sempre e comunque, il volto di Pasolini scandisce il susseguirsi della pagine. Lo stesso disegnatore entrerà nella storia nel tentativo di mettersi in contatto con il (vero?) Pasolini. Sono i pensieri a farsi segni, contorni, pieni e vuoti delle immagini rappresentate. Se cercate “la vita di Pasolini a fumetti”, questo libro non fa per voi. Qui c’è l’intento, per nulla scontato, di provare ad instaurare un dialogo con una delle figure più interessanti del panorama culturale italiano.
valzer con bashirDa tanto tempo si discute del graphic novel, della sua affermazione tra i lettori e dei suoi processi di narrazione non convenzionali (il termine graphic novel si distingue per diverse caratterische dalla classica accezione del fumetto). Non sono la persona più indicata per approfondire tale tematica, in questo caso lascio libere le mie sensazioni dopo la lettura di Valzer con Bashir di Ari Foman e David Polonsky, che dovrebbe (sottolineo dovrebbe) collocarsi tra i graphic novel. Tempo prima avevo visto al cinema il film animato e di solito i prodotti cartacei relativi ad una pellicola non sono mai niente di che. In questo caso ho trovato il fumetto un’ottima trasposizione del film. Le inquadrature sono quelle, la storia (naturalmente) non si distacca dalla trama cinematografica, ma anche in questo caso si è totalmente immersi nei ricordi di quei giovani militare israeliani inviati a Beirut nel 1982. L’affiorare di quei ricordi di gioventù, lento ma con un’intensità crescente che giungerà ad esplodere tragicamente nella parte finale della storia, sono perfettamente riportare tra le pagine del fumetto. L’uccisione dei cavalli puro sangue, le mosche concentrate attorno l’occhio spavenato e ancora acquoso della bestia, trasmettono anche su carta la sensazione di tragicità. E poi il susseguirsi del massacro nei campi profughi palestinesi da parte dei falangisti cristiani è una vera e propria invasione della memoria che si consuma sotto lo sguardo perplesso e impotente dei giovani militari, oggi adulti e narratori di quei ricordi.

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Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

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