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Recensione

Letture estive

Finita l’estate (almeno per me), eccomi di nuovo a scrivere sul blog. È stato un agosto diverso, ho passato quasi tutto il tempo a Roma vivendo una città lenta e sonnacchiosa. Ripensandoci ora, in fin dei conti, non è stato così male. Ho letto tanto in questo periodo di riposo. Ho scribacchiato qualcosa, ma ho soprattutto letto. Questo post  cerca di riassumere le letture estive. Vediamo un po’ cosa ne esce fuori.
AccabadoraAccabadora di Michela Murgia è la miglior lettura estiva. Un romanzo raro, raccontato con grande maestria e senza alcun fronzolo estetico. La storia  meriterebbe una riflessione lunga e attenta perché di cose da dire e da approfondire ce ne sarebbero. Il romanzo segue la crescita e le relazioni che si avvicendano di Maria, bambina, poi ragazza, infine donna, in una Sardegna degli anni Cinquanta che conserva ancora antiche tradizioni. La figura  di Tzia Bonaria è splendida. Madre acquisita di Maria, probabilmente una delle figure più nitide del romanzo, perché piena di quella forza che tiene dritte le schiene di chi comprende la fragilità della vita. Proprio così: una forza derivante dalla conoscenza della fragilità della vita e della sua spontanea  e naturale fine. Come scrivevo sopra, Accabadora non è solo un bel romanzo, ma è anche uno spazio aperto per una riflessione sulla questione vita e morte che negli ultimi tempi ci ha coinvolto e che ha portato un paese ad un livello molto alto di scontro. Scoprire figure antiche, parti attive delle comunità, impegnate ad aiutare a portare a termine una vita, stupisce inizialmente e chiede in un secondo momento di affrontare con altri occhi tematiche che oggi appiano spinose. Spinose perché il dibattito con le quali vengono affrontate è privo di confronto,o quello che c’è troppo spesso è carico di semplici prese di posizione più dogmatiche che altro. Forse una storia può essere l’occasione per riflettere. Un romanzo dovrebbe fare anche questo.

EspiazioneDi Ian McEwan non avevo letto nulla. In tanti me lo hanno consigliato e questa estate è stata l’occasione per conoscere la sua scrittura. Ho cominciato (sì, perché ne vorrò leggere altri dei suoi romanzi) con Espiazione, storia tessuta abilmente nei minimi dettagli. Ecco cosa più mi ha colpito dello scrittore inglese: il meccanismo perfetto della storia. Non ci sono zone grigie, né passi falsi, Briony, la protagonista, si muove lungo la storia senza sbavature. La famiglia Tallis vive in una grande casa inglese circondata da verde e Briony, ragazzina sicura delle sue azioni e determinata a ribadirle, attende con ansia che la famiglia si riunisca. Aspetta soprattutto suo fratello Leon, pronta ad accoglierlo con una sua rappresentazione teatrale. McEwan trascina il lettore dentro una serie di eventi che sconvolgeranno l’equilibrio fino a quel momento costruito. Briony, ostentando quella sua sicurezza, mette in discussione l’intero destino di Cecilia, sua sorella, e di Robbie, figlio della donna di servizio. Per un’assurda  presunzione Briony manderà Robbie prima in carcere e poi a combattere in Francia per difenderla dagli attacchi di Hitler. E Cecilia fuggirà da quella famiglia non perdonando quel comportamento, perché Cecilia e Robbie si amavano e la sorella minore aveva rovinato tutto. Da qui l’espiazione, il perdono cercato nel tempo da Briony, quando il crescere le permetterà di comprendere quei suoi gesti. La mia sintesi non permette di cogliere le splendide immagini che McEwan trasmette attraverso il romanzo, merita un bel posto nella mia libreria.
confine di statoInfine c’è Confine di Stato, un romanzo che arriva senza preavviso, trascina e scuote. Simone Sarasso, l’autore, mette in gioco le sue capacità di narratore per storie nere piene zeppe di intrighi, spari, sangue e un’Italia uscita dalla seconda guerra mondiale e pronta ad affondare le mani nella torta della rinascita. Bello, davvero bello. Perché oltre il piacevolissimo scorrere della storia, Sarasso ci racconta le disavventure del nostro paese tra due fuochi: i rossi da una parte e gli yankee dall’altra. In mezzo la Democrazia Cristiana, il suo volto pacato e moderato che nasconde altro, fatti poco inclini con l’immagine ostentata. Partendo da un apparente incidente che vedo la morte per annegamento in mare di una ragazza romana, parallelamente vengono a delinearsi le caratteristiche essenziali del personaggio principale, Andrea Sterling. Probabilmente tra le figure più cattive che ho incontrato nelle mie letture. Cattivo e a tutto tondo, Sarasso riesce ad integrarlo e allo stesso tempo a farlo emergere nella intricatissima storia. Un bel noir italiano che ha tutte le carte in regola per affermarsi come storia nera e pop.

Ho letto anche: Piano d’evasione, Adolfo Bioy Casares; Considera l’aragosta, David Foster Wallace; New Italian Epic, Wu Ming (su questo libro mi riservo un dovuto approfondimento sul blog); La storia siamo noi, AA. VV. Per questi libri non recensiti c’è comunque un breve commento nella mia libreria anobbiana.

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Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

Discussione

3 pensieri su “Letture estive

  1. oh, immenso McEwan. Cominciato con Espiazione/Atonement, me li sono poi letti tutti uno via l’altro. Ti consiglio di farlo in ordine di scrittura, credo che ne varrebbe la pena anche per notare l’evoluzione dalle prime cose (la prima raccolta di racconti Primo Amore Ultimi Riti è da brivido, la seconda Tra Le Lenzuola un po’ meno ma anche, ed il primo breve romanzo Il Giardino Di Cemento – da cui un gran film – è un capolavoro) più tetre ai nuovi libri un po’ più “modernisti” forse.

    Pubblicato da abissiscarlatti | settembre 8, 2009, 12:09 pm
  2. ciao…ho lasciato un commento sul tuo vecchio blog, sono finita per caso sulla recensione che hai fatto de “La trilogia della città di K.”…è un libro che ho appena finito di leggere e la cosa pazzesca è il bisogno incontenibile di parlarne con qualcuno che l’abbia già letto!!
    però devo correggerti un particolare non per esser pignola ma perchè ritengo sia un particolare importante!!
    i due fratelli non sono Lucas e Mathias ma Lucas e Claus…i due nomi sono anagramma l’uno dell’altro e quest’elemento mi pare quasi fondamentale…tu che ne persi!?

    Pubblicato da enrica | settembre 18, 2009, 10:53 am
    • Hai perfettamente ragione Enrica e hai fatto bene a farmelo notare. Effettivamente i nomi sono Lucas e Klaus, due nomi che assumono una specularità perfettamente incline alla storia. Grazie per avermelo fatto notare, la rete serve anche a questo: per aiutarsi e per migliorarsi. E’ vero, dopo aver letto il romanzo appare evidente il bisogno di comunicare la forza dirompente di questa storia. Io l’ho fatto nel blog, ma anche con un mio amico che lo ha letto e ne ha parlato ad altri suoi amici. Insomma, sembrerebbe che “La trilogia della città di K.” sia un libro che tende a confrontarsi. Una bella cosa, no? 🙂

      Pubblicato da patassa | settembre 18, 2009, 2:12 pm

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