//
Stai leggendo...
diario

Se tutti scrivono tutto chi difenderà la qualità?

352977537_09b3bd7868Se tutti scrivono tutto, allora la quantità andrà ad appiattire la qualità. Sembra filare come ragionamento e, a prima vista, il web è l’esempio per eccellenza: la scrittura è una pratica altamente diffusa, praticamente tutti o quasi gli utenti ne fanno uso. Certo, non tutti quelli che scrivono in rete lo fanno pensando alla qualità di quella scrittura. Penso a Facebook e ai messaggi veloci postati sul muro degli amici, l’intento è semplicemente quello di comunicare, nulla più. O ancora di più: le abbreviazioni (che per alcuni sono vere e proprie “mutilazioni”) postate su Twitter perché il numero di caratteri a disposizione sono al massimo 140, rende la scrittura più sintetica e orientata alla pura comunicazione. I blogger poi, anche loro fanno uso della scrittura, non hanno limiti nello scrivere e spesso non curano assolutamente l’aspetto qualitativo del testo. C’è anche chi racconta storie in rete quindi, in teoria, dovrebbe far uso di una scrittura più complessa puntando alla qualità. Eppure non è così. Tutti scrivono tutto, di conseguenza esistono testi ben scritti, altri meno, altri pieni di “x” al posto del “per” e così via. Penso alle fan fiction, non tutte ambiscono a raggiungere una certa fattura, sono il risultato della voglia di interagire con le storie amate e poi condividerle con gli altri. E ciò non provoca un abbassamento del livello qualitativo delle storie in generale perché osservando solamente la pratica di narrare ciò che è stato già narrato, l’obiettivo esclude una certa accortezza nello scrivere. L’obiettivo è narrare per interagire, far parte della storia stessa. Messa su questo piano la pratica della fan fiction può apparire rozza, incurante della bellezza di una storia scritta bene. I fan sarebbero perfetti nel ruolo di barbari impegnati a demolire i luoghi sacri della scrittura. Ma la comunità, in questo caso la fandom, sa mettere in pratica sistemi di filtraggio: ovvero forme di selezione della qualità. Una critica spietata è quella di Fastidious Notes, blog che accoglie recensioni di fan fiction taglienti e allo stesso tempo comiche. Si drammatizza, certo, ma si fa allo stesso tempo selezione di tutte le fan fiction presenti in rete. Se si scrive male è facile poter incorrere in qualche dura critica, ma non si è esclusi, si può migliorare. Un aiuto lo possono dare i beta-reader, vero e proprio servizio offerto da alcune fandom,i  lettori di fan fiction infatti intervengono sui testi di altri fan migliorandone la scritture e la conseguente lettura. È la comunità stessa che fa emergere ciò che reputa qualitativamente apprezzabile, e i parametri utilizzati non sono per forza di cose paragonabili a quelli che stabiliscono quale testo (in generale) può essere considerato di qualità. Entrano in gioco diverse caratteristiche, di certo anche stilistiche, ma non solo quelle. Ad esempio quanto si rispetti il canon, l’impianto narrativo originale che ha ispirato la fan fiction, o se, al contrario, quanto poco lo si rispetti come nel caso del contest estivo di Acciofanfiction. Questo è solo un esempio infinitesimale, perché ogni fandom di fatto sostiene un proprio metodo di selezione della qualità. Lo strumento dei contest, gare tra fan dove la giuria è composta sempre dai fan e valuta le fan fiction che gareggiano, è un altro metodo di selezione e di coinvolgimento. La fandom grazie ai contest indica quali storie meritano e allo stesso tempo incita i fan a partecipare, a mettersi in gioco, a fare gioco.

Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

Discussione

5 pensieri su “Se tutti scrivono tutto chi difenderà la qualità?

  1. dopo anni di dubbi, che in parte esprimi anche tu qua sopra, ho deciso di provarci anch’io, ascrive online. Chissà se qualcuno apprezza…

    Pubblicato da abissiscarlatti | luglio 26, 2009, 1:49 pm
  2. Mio modestissimo parere. Si scrive per colmare un vuoto. Codesto vuoto se parte da una fase intima di elaborazione riflette sicuramente una qualità maggiore del testo. Qualità che può essere identificata nell’argomento o nella abilità narrativa lessicale di chi scrive o entrambe le cose (e questo è auspicabile). Molti però danno fiato alle penne come alle bocche. Nel peculiare di questo post le fan fiction sono solo lo specchio di una fantasia in calo, a volte supportate da una abilità narrativa notevole, ma in fondo si rivela un “feticismo” verso una storia che a mio gusto è stucchevole e fatalmente kitsch. Il fatto che tutti scrivono di tutto abbassa la qualità semplicemente perchè aumentando il numero degli “autori” aumenta la base mediocre mentre gli “eletti” della dea della penna rimangono comunque un numero esiguo rispetto alla massa. E’ una spinta del “basso”. Ma tutto ciò è comunque positivo perchè le capacità comunicative sono aumentate vertiginosamente, mentre un lettore esperto e dotato di un mimino di senso critico riesce già da solo a selezionare ciò che merita di rimanere nero su bianco e ciò che invece merita un bel “tasto destro” –> Cestina.

    Pubblicato da Maurizio | agosto 20, 2009, 8:26 pm
    • Maurizio, io non parlerei di feticismo. Per me, al contrario, le fan fiction possono essere considerate come una forma di palestra per giovani e giovanissimi nella prospettiva di un primo approccio verso la scrittura e la narrativa. Non mi preoccupano strafalcioni e orrori/errori ortografici, perché fanno parte del gioco, sono conservati nella logica stessa delle fan fiction. Non a caso, come ho scritto, le fandom con il tempo si sono organizzate per far emergere la qualità tra le tante storie scritte e pubblicate dai fan. Il sistema di filtraggio non è un modo per mettere alla berlina la mediocrità, ma è un sistema per incitare al miglioramento, al mettersi in discussione nella produzione di storie. Infine l’aspetto che riguarda un diffuso abbassamento della fantasia tra le nuove generazione. E’ una vecchia storia, mi sembra più retorica generazionale che fatto concreto. Le fan fiction dimostrano il contrario, non sono storie prive di fantasia, non c’è nulla di preconfezionato. C’è fantasia e interazione, è questo secondo fattore a far storcere il naso a molti. Le fandom interagiscono con le storie, proprio come i videogamers interagiscono con la struttura dei giochi influenzadone la trama. Così per le fan fiction di film, serie tv, videogame, ma anche romanzi, fumetti, la fantasia dei fan interagisce con le storie a volte modificando poco niente dell’assetto narrativo originale, altre volte rivoltando drasticamente la storia.
      Su questi fronti dovrebbe interessarsi un impegno educativo. E’ assurdo pensare oggi ad uno studente liceale impegnato a scuola nel comporre temi standard, rigidiamente espressi entro un foglio protocollo e poi, appena uscito da scuola, spendersi su trame complicatissime spesso in contatto con altri suoi coetanei mettendo quindi in funzione anche forme di partecipazione orientate al raggiungimento di un obiettivo comune. Oltre alle capacità comunicative, questi aspetti conservano altri interessantissimi pregi che potrebbero porsi come basi comuni per far crescere la qualità.
      Grazie mille per l’intervento Maurizio, davvero.🙂

      Pubblicato da patassa | agosto 22, 2009, 1:04 pm
  3. Io credo che il bisogno di esprimersi sia uno dei bisogni umani fondamentali. Anzi, direi che dopo il bisogno di nutrirsi e di espletare le funzioni fisiologiche fondamentali, sia il bisogno principale. Esprimersi è comunicare, ma non riesco a concepire un esprimersi senza comunicazione, che altrimenti sarebbe mero dimenarsi. Comunicare è sforzo per farsi comprendere, e tanto più ci si sforza di farsi comprendere, tanto più si lavora sulla qualità. Quindi benvenga la scrittura per tutti, a patto che non ci si consumi nel vano tentativo di esprimersi senza comunicare, ma si migliori la nostra capacità di raggiungere, con le parole, i nostri simili.

    Un saluto,
    Francesco

    Pubblicato da Francesco | agosto 26, 2009, 2:09 pm
    • Francesco, come hai letto parlo di qualità e di scrittura prendendo in considerazione le fan fiction. E queste mi sembrano un ottimo modo di comunicare non solo con gli altri (in questo caso con gli altri fan), ma anche, e sopratutto, con la storia ri-mediata. Si esprime una propria visione, il proprio punto di vista con lo strumento della narrazione; si comunica, appunto, una personale considerazione delle cose raccontando ciò che è stato già raccontato. La qualità in questo caso è un fattore secondario. Lo so, la cosa può fare inorridire, ma bisognerebbe soffermarsi sul processo messo in atto nella ri-scrittura di storie. Nessun abbassamento del tasso di fantasia media tra le nuove generazioni, al contrario un notevole aumento delle possibilità e capacità di interagire con le storie.
      Grazie per l’intervento😉

      Pubblicato da patassa | agosto 26, 2009, 5:09 pm

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Tweet dal Patassa

Vecchi post

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: