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Recensione

Denti da latte aguzzi: un pò di pensieri e la recensione di “Lasciami entrare”

È l’era dei vampiri con i denti da latte. A dirlo è Vittorino Andreoli psichiatra e autore dell’introduzione del classico Dracula di Bram Stoker. Se in passato la figura del vampiro rappresentava il dominio del sesso, la voglia irrefrenabile di manifestare materia erotica attraverso il gesto di succhiare del sangue (di solito a qualche bella giovincella), oggi, invece, assistiamo all’ascesa di un nuovo modello di vampiro. Bello, ben pettinato, giovane, integrato nella società, spesso coinvolto in una storia sentimentale con una mortale, addirittura capace di non nutrirsi più di sangue umano, ma sostenersi con quello sintetico, come nel caso della serie televisiva True Blood. Vampiro modello è Edward di Twilight, saga di romanzi che si sta affermando come vero e proprio fenomeno adolescenziale (ma non solo). Si può pensare ad un mutamento del ruolo del vampiro nell’immaginario collettivo.

lasciami_entrare_filmRiguardo a quest’ultima considerazione credo possa risultare utile la riflessione di Andreoli. Secondo lo psichiatra, i vampiri che oggi vengono proposti sono privi, o quasi, di quella carica sessuale che da sempre aveva contraddistinto la figura di colui che, pur non potendo avere un rapporto sessuale con la vittima, agiva però attraverso gesti altamente erotici come mordere e succhiare sangue. Oggi invece si starebbe affermando una generazione di vampiri che rispecchia la crisi di un’identità forte dei giovani di oggi. Non solo, secondo alcuni questo spostamento dei significati legati alla figura del vampiri rispecchierebbero anche una caduta dell’uso ideologico del vampiro nella rappresentazione del padrone sfruttatore o del dittatore dei regimi totalitari. Non a caso nell’immaginario collettivo il vampiro è collocato ad uno dei pioli più alti della scala gerarchica, capace di sfruttare e sottomettere una popolazione spaventata. Il presente mostra un vampiro integrato che ha smussato i suoi spigoli, meno cattivo e più incline a capire e relazionarsi con la sua “vittima”. Tra virgolette perché più che vittima sembra una o un partner, una sintesi del significato di mortalità messo a confronto con quello di immortalità. E sicuramente scendendo a fondo del paradigma del non-morto, c’è una certa attrazione per l’immortalità, per quel vivere all’infinito senza nessuna barriera del tempo. Allora provare a relazionarsi con questo non-morire, magari con una storia d’amore, apre nuovi orizzonti e non è detto che si debba sempre scadere nello stucchevole.

lasciami entrareÈ il caso di Lasciami entrare di John Ajvide Lindqvist, romanzo in chiave vampiresca e che si concentra proprio sul rapporto vampiro-comune mortale (poco tempo fa è uscita anche la versione cinematografica). Nel libro questo smussamento del vampiro non è mi è parso così evidente, anzi lo scrittore svedese aggiunge un bel po’ di aspetti interessanti.  Il modello narrativo del romanzo all’apparenza sembra il solito, o meglio, quello più in voga al momento: un amore impossibile, invece c’è altro. Nella periferia di una Stoccolma dei primi anni ’80 c’è Oskar un ragazzino insicuro e costantemente messo sotto torchio dai suoi coetanei, bulli violenti. E poi c’è Eli, ragazzina esile, pallida che sembra non avere mai freddo, silenziosa e misteriosa, vive nell’appartamento accanto a quello di Oskar. I due fanno amicizia tra i cortili dei palazzoni scossi da diversi casi di omicidio. Col tempo Oskar scoprirà la l’identità vampiresca di Eli, ma, per arrivarci, il romanzo passerà per sottili sfumature dei comportamenti umani e su un leggero e semplice corteggiamento. Eli apparirà meno diversa di quello che può sembrare e Oskar, grazie anche a lei, prenderà coscienza della sua condizione provando a cambiarla. C’è un amore semplice tra adolescenti che si mescola a temi horror. Ma è un amore tra un comune mortale e un predatore come Eli che per vivere si ciba di sangue. E poi ci sono storie ancillari mai scontate, anzi, coraggiose. Come nel caso di Håkan, il “padre” di Eli, ma che in realtà si rivelerà il protettore umano della ragazzina vampira, che porta con sé il tema non facile della pedofilia. In questo caso l’uomo manifesta l’ossessione di possedere Eli  e per questo cerca vittime da offrirle. Queste storie secondarie con lo scorrere delle pagine prenderanno ad intrecciarsi finemente con la trama portante, silenziosamente, come una notte fredda a Stoccolma, dove due ragazzini giocano con il cubo di Rubik, la neve lenta cade e tutto sembra apparentemente immobile.

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Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

Discussione

2 pensieri su “Denti da latte aguzzi: un pò di pensieri e la recensione di “Lasciami entrare”

  1. Il libro è meraviglioso, l’ho adorato e di solito non mi piacciono quasi mai i film presi dai libri ma in questo caso il film è davvero un piccolo gioiello, molto molto bello, fatto gran bene.

    Pubblicato da NightNurse | giugno 11, 2009, 11:35 am
  2. Sì, veramente un bel libro. Inizialmente ero un pò titubante, di solito quando si produce molta narrativa su un argomento specifico il rischio è quello di incontrare con più facilità surrogati o vere e proprie bufale. Questo romanzo mantiene intatta tutta la sua originalità.
    Ciao a presto!

    Pubblicato da patassa | giugno 12, 2009, 2:20 pm

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