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diario

Podcast dalla 3°B

Mi ricordo i tempi in cui i telegiornali mandavano in onda filmati sgranati dove i bulli picchiavano i loro compagni disabili, sfasciavano le aule, toccavano il sedere all’insegnante. Erano i tempi del video bullismo. Ecco i risultati dell’introduzione delle nuove tecnologie nelle aule scolastiche, dicevano gli esperti. Mi ricordo la psicologa di turno mandata in TV ad analizzare il caso di cronaca nera sotto la chiave di lettura “attenti ai vostri giovani che fanno uso di new media”. Tutto ciò perché non sanno, o fanno finta di non sapere. E allora ecco l’esperto dei giovani di turno a sbandierare i nuovi pericoli che si nascondo nel Web. Ed ecco qualche preside preoccupato per le sue giovani menti, prendere e bloccare l’accesso ai social network dai computer scolastici.

3b_podcastPoi il silenzio. È da un po’ di tempo che l’abbinamento new media/scuola  non fa più notizia. O meglio, non sono più gli strumenti di perversione contestualizzati all’omicidio del momento, o la testimonianza della violenza che si consuma nelle scuole. Invece c’è una buona notizia, arriva dalla 3°B della scuola Media di Faloppio, provincia di Como. Luca Piergiovanni, professore di italiano ed ex dj, ha deciso insieme alla sua classe di realizzare un podcast educativo (si chiama Chocolat 3.B) settimanale. Il lavoro è frutto dell’impegno coordinato dei ragazzi, che lavorano come una redazione, suddividendo compiti e ruoli. Nel podcast si parla di poesia, si prova a studiarla cercando di condividerla con gli altri. Insomma, se voglio produrre qualcosa per gli altri devo imparare a conoscere ciò che voglio condividere. Un modo diverso di studiare grazie a quelle tecnologie che, purtroppo, sembrano essere ancora tristemente lontane dalle aule scolastiche. Nel podcast non c’è solo poesia, ma anche consigli utili ad altri studenti su come affrontare le interrogazioni, e naturalmente buona musica. Infatti la musica non è relegata ad un ruolo marginale. Tutt’altro. La lettura e la spiegazione delle poesie è sempre abbinata a delle canzoni scelte naturalmente dagli studenti. Si affiancano forme diverse, per realizzarne di nuove. È un processo questo per nulla sconosciuto ai ragazzi. Basta andare su You Tube e scovare una miriade di filmati fatti in casa, dove si condividono foto e video montati con le canzoni preferite. Il professore e gli studenti della 3°B stanno utilizzando gli strumenti già conosciuti al di fuori delle mura scolastiche per insegnare e imparare. Ovvero stanno ripensando a quelle nuove tecnologie con uno spirito costruttivo, capace non solo di intendere lo studio sotto un’altra forma, ma anche di aprire nuove finestre su temi come la condivisione, la partecipazione  e lo studiare insieme.

Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

Discussione

5 pensieri su “Podcast dalla 3°B

  1. Ciao, sono batta, un alunno del prof. e uno dei fondatori del podcast. Penso di parlare a nome di tutti noi, dicendo, che quest’articolo ci ha fatto un enorme piacere, e che abbia colpito nel segno, cioè che il web non è nato solo per il video-bullismo, ma che può essere usato come strumento per imparare e studiare in modo alternativo.

    Pubblicato da Batta | aprile 24, 2009, 4:34 pm
  2. Ciao Batta, sono contento che il post sia piaciuto a te e a tutta la redazione. Esatto, il Web serve anche per imparare, tutto sta nel metterci un pò di ingegno e creatività. Voi lo state facendo alla grande, complimenti!
    Un salutone!🙂

    Pubblicato da patassa | aprile 25, 2009, 5:20 pm
  3. Grazie!! e un salutone anche a voi!!

    Pubblicato da Batta | aprile 25, 2009, 6:33 pm
  4. A tutti i miei amici della 3b faccio i complimenti per il loro bel podcast!! W la Rodary School!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Pubblicato da SeLLy | maggio 9, 2009, 1:20 pm

Trackback/Pingback

  1. Pingback: Intervista a Luca Piergiovanni, il “Professor Podcast” « Un libro ci salverà, speriamo - maggio 21, 2009

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