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diario

Dante è un tipo tosto

dantes_inferno_detailsEntro il 2009 la Elettronic Arts ha annunciato l’uscita del videogame per console della Divina Commedia dal titolo Dante’s Inferno.  Stando a quello che ho letto qui, l’opera del sommo poeta è più che rivisitata, al centro del gioco infatti è l’azione a far da padrona. La realizzazione degli ambienti è affidata all’illustratore Wayne Barlowe, che ha già fantasticato misteriose creature e spaventosi mostriciattoli per film come Harry Potter e Hell Boy. Su Dante si è scritto e detto tanto, e le rivisitazioni della sua opera più importante, soprattutto l’Inferno, si sono susseguite nel corso degli anni. Leggendo la notizia di una trasposizione della Divina Commedia  a videogame mi è saltato in mente ciò che sto leggendo in questi giorni, Super/Heroes, un saggio che raccoglie diversi interventi dedicati sulla natura del supereroe (da distinguere dal semplice eroe), tra questi c’è un interessante capitolo curato da Gareth Scott e Andrew Burn che analizza la figura di Hulk a contatto con il cross-media convergence. Ciò che i due autori hanno notato è come il pubblico reagisce a seconda della trasposizione da un media all’altro del personaggio Hulk, come una nuova audience può nascere attraverso la versione cinematografica del colosso verde e come, allo stesso tempo, quel pubblico abituato alla serie televisiva di Hulk (dove l’immaginario collettivo ancora ricorda l’interpretazione di Lou Ferrigno) non ritrovi alcun segno originale nella nuova concezione del supereroe. In effetti, passare da un culturista con la pelle dipinta di verde, e un mostro tutto muscoli e vene grosse come autostrade realizzato in computer grafica, la differenza è notevole. Ciò potrebbe valere anche per Dante e la reinterpretazione in chiave videogame? Insomma, chi si appresterà a giocare con il poeta fiorentino, dovrà vedersela con mostri di varia natura in un’atmosfera più simile ad un film horror che ad una lettura in volgare dell’opera.  Gli sviluppatori della versione “ludica” di Dante  parlano chiaro «Peccato che il poeta fiorentino e il suo compagno di viaggio Virgilio non facciano altro che parlare e parlare», e infatti hanno dato vita ad un Dante dal fisico asciutto, simile ad un crociato, pieno zeppo di armi e, stando dal trailer pubblicato sul sito ufficiale del gioco, capace anche di uccidere con il crocifisso. Ciò darà vita ad una “divergenza” nel pubblico che ruota attorno alla Divina Commedia? La convergenza dei media, porta ad una frammentazione dell’audience? Sono esperienze diverse, senza dubbio, e ciò che appare  altrettanto chiaro è che proprio il mezzo utilizzato rielabora la natura stessa di un’opera trasmessa nel tempo. Magari tra venti anni il Dante rappresentato nell’immaginario collettivo sarà quello di un tipo tosto, capace di mettere a tappeto qualsiasi demone, ma pur sempre con il naso aquilino.

Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

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