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Recensione

I personaggi precari e Andrea Pazienza

personaggi-precariTempo fa, mi arrivò per posta Personaggi precari, spedito dall’autore stesso. Ciò mi faceva felice per due motivi. Il primo, perché il libro non era facile reperirlo (credo anche ora), il secondo, perché dopo aver letto Gli interessi in comune avevo voglia di leggere altro di Vanni Santoni. Aperto il libro, ecco che trovo una dedica/sfida: “trovare i due Paz contenuti nel presente testo…”. Mica facile. Nelle precedenti chiacchierate con l’autore, era uscito fuori il discorso Andrea Pazienza che, a mio giudizio, rappresenta un punto fermo, un segno indelebile nella storia del fumetto italiano, per intenderci, per me c’è un a.P. (avanti Pazienza) e un d.P. (dopo Pazienza). Vanni era d’accordo con me, anche lui lettore affezionato alle storie del Paz.
Una delle cose che mi ha sempre attratto delle vignette o delle storie del Paz, è il linguaggio. I baloon sono un bolla che contengono voci, suoni, cadenze, sgrammaticature, grugniti, starnuti, imprecazioni, borbottii, ansimi, peti e tutto quello che un corpo o più corpi possono produrre. Paz trascriveva ciò che ascoltava, registrava in presa diretta, riproduceva e si nutriva di un linguaggio sincero, a volte grottesco, ma comunque umano. Quando iniziai a leggere le sue storie, fu come accendere un registratore dove sono incise le voci della vita di Paz. Fu questa una delle prime impressioni. Poi, naturalmente, venne tutto il resto.
Adesso mi si chiede di cercare in un vortice di voci, per giunta diverse tra loro, quelle che in qualche modo possano essere attribuite alla lingua del Paz, al suo modo di comunicare. Sembra impossibile. Vi dico subito il perché: Personaggi precari è una raccolta di storie brevi o brevissime di tanti, tantissimi personaggi. Sembra di sfogliare un album dove sotto la fotografia c’è annotata una frase; sembra di leggere il flusso di vita di chi è iscritto su Facebook e che condivide con gli altri. Ogni storia rappresenta un frammento di vita di quei personaggi. E non c’è alcuna enfatizzazione narrativa, nulla di romanzato, sono attimi, pensieri sfocati o semplicemente apparsi, così, in un momento non determinato e senza alcuna giustificazione che subito dopo scompariranno per lasciar spazio a nuove storie, nuovi personaggi. Un’idea sorprendente quella di Santoni. In questa nebulosa di voci, non è facile individuare un frammento proveniente dalla libreria di suoni del Paz, ma comunque, a modo mio, c’ho provato. Tra i cento personaggi che Santoni racconta, c’è Diego, sentite un po’: «No perchèvvedi, cioè, il black metal è troppo la mia vita», paz22io qua ci sento le parole di Andrea Pazienza quando disegnava i suoi coetanei, i personaggi che abitavano la sua vita. Io qua ci vedo questa vignetta, un’ironia comprensibile a tutti, certo, ma c’è dell’altro, Paz ironizza il suo mondo e quelli che vivono intorno a lui, la sua è pura satira sociale. E leggendo Personaggi precari spesso ho ritrovato lo stesso intento, un voler ridere del proprio mondo.
La seconda citazione? Probabilmente ho già sbagliato con la prima e un frammento vivo del Paz non saprei ritrovarlo con precisione, per me il modo di raccontare e di esprimersi è presente in molte, ma non tutte, le piccole storie scritte da Santoni. Comunque, un’altra voce la voglio riportare, in questo caso sono le parole dello scrittore ad impregnarsi del modo di narrare del fumettista: «Gianna esce di casa ogni venerdì notte, intorno alle una, per comprarsi un pochino di fumo. Spesso – essendo una donna etica, oltre che un avvocato – mentre compie il tragitto che la separa dalla piazzetta, si perde in lunghi pensieri sulla mostruosa ingiustizia di un sistema che spinge lei a commettere un’azione illegale, giovani immigrati a rischiare la galera, e la malavita ad arricchirsi. Stasera c’era un marocchino nuovo, all’angolo, con un fumello buonissimo simile a quello che aveva sempre un suo vecchio fidanzato spagnolo. Gianna è contentissima». A mio parere, qui c’è tutta l’ironia spietatamente cinica di Pazienza quando ritraeva al meglio le contraddizioni dei suoi simili e leggendo Santoni è facile incontrare durante la lettura queste figure, archetipi generazionali forse? Non saprei, non vorrei trascendere i facili sociologismi e poi mi basta vivere gli attimi di vita di Personaggi precari per ridere, pensare e ogni tanto assaporare un po’ di poesia.
«Francesco non ce la fa a dire “Ugo Proscolo e Alessandro Flanzoni” senza scoppiare in un riso incontrollabile».

Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

Discussione

3 pensieri su “I personaggi precari e Andrea Pazienza

  1. Naturalmente le citazioni non le ho scovate. Ma del resto cosa si può pretendere da uno (il sottoscritto) che a volte neanche riconosce una parodia?😀

    Pubblicato da patassa | febbraio 10, 2009, 10:55 am
  2. mmm io una la colsi

    Pubblicato da w | febbraio 11, 2009, 2:30 am

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  1. Pingback: comunicazione di servizio « sarmizegetusa - febbraio 10, 2009

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