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diario

I moti interni della fan fiction

fanart_hpIn questi giorni ho iniziato ad interessarmi ad un nuovo progetto che nasce proprio dove il lavoro della tesi finisce, ovvero un’analisi più approfondita ed articolata delle diverse espressioni di scrittura collaborativa espressa in rete. Il lavoro entusiasmante svolto ai fini della scrittura della tesi, mi porta qui, ad un confine, personale ovviamente, di conoscenza delle pratiche culturali messe in atto in Internet per sviluppare, condividere e diffondere la narrazione. Questo blog mi sembra un ottimo spazio per confrontarmi con voi, esperti o meno, di ciò che sto studiando, queste pagine si riempiranno di aggiornamenti sullo stato del progetto, dubbi, illuminazioni, risorse, tutto ciò sarà pubblicato e condiviso. Ennesima riprova di quanto la rete sia uno strumento essenziale per ampliare le proprie conoscenze attraverso una collaborazione orizzontale e, nella maggior parte dei casi, non monetizzata.
Tra i vari territori esplorati (ma ancora non mappati) della scrittura collaborativa, trovo particolarmente interessante quello della fan fiction. Oltre ad una descrizione del concetto di fan fiction (semplificato in fanfic), mi pare stimolante contrapporre la fanfic ad una certa critica sugli adolescenti e il disamore per la letteratura o per i libri in generale, spesso automatica, ovvero sintomo di un pregiudizio e di una superficiale analisi sociale. I giovani leggono poco, facile a dirsi, ancor più facile accusare le nuove tecnologie come ipnotizzatrici e responsabili del rifiuto, apparente, alla lettura. L’imbarbarimento culturale degli adolescenti, che ogni tanto spunta fuori su qualche tg della sera, decorato con qualche spruzzatina qua e là di retorica generazionale (“eravamo meglio noi”), porta spesso ad indicare la fruizione dei new media da parte di giovani e giovanissimi come un impoverimento nelle facoltà di immaginare e narrare. I videogames si riempiono di violenza; Internet è una trappola per adolescenti disinibiti; la fiction trasmessa fanart_eragon1in tv è generalmente priva di contenuti e comunemente definita trash: queste sono le principali accuse mosse da chi, forse, non conosce bene ciò che lo circonda (soprattutto nell’assortimento mediatico offerto). La fanfic è un esempio calzante: per lo più curata da adolescenti attraverso differenti linee motivazionali, la prima quella di una passione per le storie raccontate dai libri, ma anche dal cinema, dalla tv, videogames, giochi di ruolo e quant’altro. Poi c’è una voglia a far sì che la storia amata non finisca, non rimanga rinchiusa nel media che la contiene, c’è la consapevolezza e l’intenzione di diffondere e condividere con altri fan storie “rielaborate”. Rielaborate, esatto. Mettere in pratica forme complesse di intreccio narrativo, scrivere storie seguendo una linea di genere, inventare nuovi personaggi e situazioni che addirittura si scollano dalla trama ufficiale, tutto questo accade nei territori della fanfic, ed Internet si è dimostrato lo spazio più adatto per accogliere queste pratiche proprio per la sua natura orizzontale.
Roberto Maragliano nel suo libro Parlare le immagini, riferendosi a chi reputa “la società delle immagini” un’involuzione, «tutto fuorché civiltà», crede che questi signori mostrino un certo timore in ciò che le immagini suscitano: «esse sollecitano moti interni», senza dover passare attraverso la mediazione della parola. Ecco, trovo in questa idea una certa affinità con la fanfic, che è fatta (anche) di parole, di scrittura; anche la fanfic suscita moti interni, nasce e vive dalla partecipazione emotiva ad una storia, si muove seguendo una logica poco conforme a quella propinata (ciecamente) da chi si difende dai fenomeni considerati anti-intellettuali. La fanfic è capacità di fantasticare e raccontare rielaborando un testo, può, perché no, essere considerato una palestra dove esercitarsi nella scrittura. Non solo, la partecipazione ad una fanfic esige una collaborazione tra i fan, un’apertura agli altri (guarda caso Internet è l’ambiente più adatto a sviluppare queste pratiche) Ho scritto qualcosa a riguardo in una discussione contenuta nel gruppo New Italian Epic che è nato nel social network aNobii dedicato ai libri, si parla di richiamo etico e la cultura d’elitè.
Per ora è tutto, passo e chiudo. Click.

Le immagini sono fanart realizzate e diffuse da fan di Harry Potter (la prima) e la saga fantasy Eragon (la seconda).

Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

Discussione

2 pensieri su “I moti interni della fan fiction

  1. Interessantissimo il progetto! Anche a me il fenomeno fan fiction affascina particolarmente.

    Pubblicato da Bianca | gennaio 29, 2009, 7:43 am
  2. @Bianca: allora passi di qui, ogni tanto aggiungo risorse, riflessioni ed idee. Ciao!🙂

    Pubblicato da patassa | gennaio 29, 2009, 6:47 pm

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