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Recensione

Fantascienza a Buenos Aires

Si torna a scrivere, pensare, leggere e curiosare. Eccomi qui, dopo la pausa natalizia che, premetto subito, è stata ricca di letture e riflessioni. Adoro le vacanze di Natale per due cose: la prima è il cibo (e c’era pure da ricordarlo?), la cucina di casa e quella delle nonne scompaiono dietro ad una fitta coltre di fumi, odori, aromi e fritto misto. La seconda cosa è il tempo dedicato ad altro, a tutto quello che durante l’anno viene tenuto in panchina (e scalpita per giocare un po’). Tra le diverse attività, come Saltacavallo e Massimi & Minimi, giochi di carte tipici delle feste natalizie, c’è, guarda caso, la lettura. Ogni vacanza che si rispetti, per me, è coronata dal numero speciale pubblicato dal settimanale Internazionale, un numero fantastico perché pieno zeppo di racconti provenienti da tutto il mondo.
eternauta_solano_700Una storia mi ha colpito particolarmente, quella dello scrittore spagnolo Manuel Rivas Una storia argentina. E’ da qui che nasce questa mia riflessione, è dalla vita di Hèctor Germán Oesterheld (adotto anch’io la semplificazione di Rivas in Hgo). Hgo nasce a Buenos Aires nel 1919, la sua vita è composta di mille e più episodi, come del resto ogni nostra vita, ma c’è una costante in Oesterheld: in tutta la vita ha sempre scritto come un pazzo. Scriveva narrativa per l’infanzia Hgo, e poi scoprì che fondere le sue storie con i disegni, dando vita a dei fumetti, rendeva il tutto ancora più interessante, accettò anche di scrivere storie per Topolino perché non era un elitario della cultura, ogni spazio disponibile per esprimersi era adatto alle sue storie, anche quelle dedicate al topo con le orecchie tonde. E’ da questo suo scrivere pazzo che nel 1957 nacque la prima versione dell’Eternauta, poi rivista nel 1969. Io non ho (per ora) letto l’Eternauta, quindi non saprei raccontarvi cosa c’è in quel fumetto, ma Rivas nella sua storia lo usa come bussola per orientare il lettore nella vita di Hgo. E la vita di Hgo si è conclusa nel nulla, nel buio dell’Argentina caduta nel Progetto di Riorganizzazione Nazionale, tristemente conosciuto per quel metodo di far sparire le persone: Hgo è uno dei tanti, troppi desaparecidos. Oesterheld venne perseguitato e infine arrestato e fatto sparire nelle carceri del regime argentino perché i suoi fumetti erano considerati, da chi teneva imbrigliato il paese, documentazione perniciosa che offende l’intelletto e la cristianità dell’Argentina. Questo perché Hgo raccontava, attraverso un fumetto fantascientifico, il concetto di libertà, anticipava il dramma dell’annientamento dell’indipendenza e dell’autodeterminazione che l’Argentina avrebbe conosciuto, diede vita ad un eroe a fumetti diverso, terribilmente umano, immerso nell’umanità. Uno degli aspetti che più stupisce dell’Eternauta è che lo stesso Oesterheld ne fa parte come personaggio, la storia stessa nasce nella mansarda dove lo sceneggiatore scriveva le gesta dell’eroe fantascientifico; l’eroe, insomma, è fatto delle parole, dei racconti di chi scrive. Nella seconda versione del fumetto, come scrive Rivas, c’è una rivoluzione di sguardo. Hgo diventa più radicale, i riferimenti con la realtà dell’Argentina, ma di tutta l’America Latina dell’epoca, si fanno sempre più evidenti, Loro, ovvero gli antagonisti nella storia scritta da Oesterheld, mostrano ancor di più il bagliore orripilante dei denti aguzzi.
oesterheld_jovenQuando Hgo nel 1977 venne arrestato subì una terribile tortura psicologica, gli vennero mostrate le foto delle figlie morte, anche loro vittime del regime. Alcuni sopravvissuti, che condivisero con Oesterheld la prigionia, testimoniarono che, anche in quei giorni, lo scrittore non smetteva di scrivere come un pazzo. La censura messa in moto dal regime colpì quella cultura argentina che negli anni precedenti aveva mostrato tutta la sua forza, il suo vigore. E in quell’ambiente culturale, tanto ostile a Loro, c’era anche Hgo. Le storie narrate dallo scrittore argentino attrassero a loro molti personaggi, Jorge Luis Borges era incantato dal mondo fantasticato dallo scrittore di storie a fumetti. Hugo Pratt passò per casa Oesterheld più volte. L’Eternauta, infine, si diffuse nell’immaginario collettivo dei lettori ridefinendo la figura dell’eroe in modo così radicale da renderlo un personaggio inquietante, troppo maledettamente verosimile.
La morte di Hèctor Germán Oesterheld non è mai stata accertata, ma la sua scomparsa nel 1977 ha fatto cadere nel buio pesto la sua figura: così volevano Loro. Ma le storie restano. Possono bandirle, censurarle, addirittura sequestrarle per poi mandarle al rogo, e infine uccidere chi le racconta, ma le storie restano. Leggendo questo lungo racconto, tra le parole di Rivas, rivivo alcuni istanti dell’Argentina di quegli anni sanguinosi; faccio capolino nello studio di Hgo, osservo, nella luce calda e morbida di un tramonto a Buenos Aires, i fogli scritti a mano, una macchina da scrivere circondata da libri. Libri, parole, disegni, pensieri racchiusi in quello studio rischiano di scomparire per il volere di Loro. Loro, che dell’Eternauta hanno paura. Loro, che i libri li bruciano per far sì che le idee muoiano. Loro, che nella fatica di far tutto questo non sanno; non sanno che gli stessi corpi della gente che vive e che respira, che ama o che si dispera, sono testi, parole indelebili, portatori di idee alla ricerca estenuante di un pizzico in più di libertà.

Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

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