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Recensione

Il commissario Ricciardi e alcune considerazioni

ricciardi2Terminata la lettura del romanzo d’esordio di Maurizio de Giovanni, Il senso del dolore, il mio parere (non giudizio, anche perché, francamente, giudicare mi sembra un atto troppo sbrigativo e spietato nei confronti di un libro) resta tale, ovvero altalenante. C’è qualcosa di buono nella storia che vede impegnato il commissario Ricciardi immerso in una Napoli del 1931, si, di buono c’è che la storia stessa è particolarmente originale. Insomma, un giallo ambientato nelle strade partenopee governato dal regime fascista, è una buona idea, non a caso il mio interesse per questo libro è nato proprio per questa particolare ambientazione. Però, c’è poi un però. I personaggi mi sembrano un po’ troppo abbozzati, restano figure poco palpabili, a volte evanescenti; lo stesso commissario Ricciardi si muove lasciando poco di sé nella storia, alcune sue sfumature del carattere non emergono con chiarezza. Lo stesso contesto storico è un po’ approssimato, i dettagli storici, capaci di immergere il lettore in un tempo passato, scarseggiano o non riescono ad imprimersi con forza nella storia. Non voglio bollare questo romanzo come un fiasco, probabilmente come mi ha scritto lo stesso de Giovanni dovrei considerare il libro come un esordio, un approccio iniziale ad una serie di romanzi che riguardano le vicende del commissario napoletano (ne è uscito un secondo La condanna del sangue e, come annunciato dallo stesso autore, è prossimo alla pubblicazione un terzo).
Credo con forza che i blogger che recensiscono libri, e lo fanno per il piacere di farlo, ma con la consapevolezza che qualcuno, dall’altra parte dello schermo, leggerà quello che si scrive, lo debbano fare con una certa dose di responsabilità. Vanno evitati, a mio parere, i giudizi stroncanti, soprattutto se il romanzo riguarda un esordiente che, seppur non ha espresso al meglio le sue potenzialità, mostra comunque una certa capacità nel sapere scrivere e costruisce un intreccio interessante. Così vale per de Giovanni. Lo ammetto, dalle recensioni che ho letto su carta stampata mi aspettavo qualcosa in più, ed anche le mie ricerche sulla rete avevano raccolto pareri positivi, probabilmente non sono riuscito a carpire quelle sensazioni che gli altri lettori hanno provato. Pazienza. Ma questo non mi deve costringere ad imbracciare una mitragliatrice e sventagliare aggettivi al vetriolo o giudizi sprezzanti (a tal proposito, c’è un’interessantissima riflessione di Gianni Biondillo sull’“effetto IBS” tra le pagine del blog della Lipperini e riportata anche dai Wu Ming su Giap). Assolutamente no. Perché? Perché nell’autore c’è qualcosa di buono e ciò va considerato, direi protetto e coltivato. Allora preferisco restare con il mio parere altalenante e provare, più in là, a leggere i prossimi romanzi, magari troverò quel qualcosa di buono trasformato in una bella storia.
Altri piccoli aggiornamenti: ho iniziato a leggere L’idiota di Dostoevskij, ciò mi sottrarrà molto tempo ad altre letture, ma vorrei alternare questo libro con qualcos’altro, perciò ho scelto di leggere anche Da dove sto chiamando, una raccolta di racconti di Raymond Carver. C’è un sacco da leggere.
A breve riprenderò a studiare. Mi sono iscritto alla specialistica e tra gennaio e febbraio tornerò sui banchi di prova. La tesi Letteratura 2.0 mi sembra un lavoro espandibile, rinnovabile e ricco di approfondimenti, mi piacerebbe continuare a studiare ciò che ho in parte descritto nel mio lavoro di tesi, spero che il 2009 riservi qualche bella sorpresa. Vedremo.
Rimando gli auguri al prossimo post con una personalissima classifica delle migliori letture del 2008.

Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

Discussione

4 pensieri su “Il commissario Ricciardi e alcune considerazioni

  1. Mio caro, ti ringrazio della pazienza e anche del giudizio. Sono pienamente consapevole dell’incompletezza di questo romanzo, nato in circostanze curiose e scritto da uno che prima non aveva mai scritto niente. L’idea non doveva essere male, se uno come Procacci ha deciso di proporre un contratto per quattro romanzi su questa base; ma lo sviluppo è assai carente, sono d’accordo con te.
    Penso di aver risolto il problema in gran parte col secondo romanzo e in maggior misura col terzo, appena consegnato. A forza di fare una cosa qualsiasi idiota impara, no?
    Resto in attesa della tua lettura e ti auguro buone feste.

    Pubblicato da Maurizio de Giovanni | dicembre 23, 2008, 8:41 pm
  2. Ti auguro e mi auguro un 2009 decisamente migliore del 2008.
    Ciao a presto,

    Paolo Borrello
    http://www.paoloborrello.ilcannocchiale.it

    Pubblicato da Paolo Borrello | dicembre 24, 2008, 7:59 am
  3. Salve, ho scritto un post nel mio blog sul libro e ho linkato al tuo sito per l’interessante recensione. Ciao

    http://dispersioni.splinder.com/post/20696193/Il+commissario+Ricciardi+e+la+

    Pubblicato da Librista | giugno 5, 2009, 2:30 pm

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