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Recensione

Manuale per ragazze di successo

manualeperragazzeAvevo già avuto modo di scrivere qualcosa riguardo Paolo Cognetti, e lo facevo con il libro Una cosa piccola che sta per esplodere. Ora, dopo diversi mesi, torno con un post dedicato ancora a lui, in particolare riportando alcune considerazioni riguardo la raccolta di racconti Manuale per ragazze di successo. La scrittura di Cognetti sa guidarti, coinvolgere un lettore è, per l’autore in questione, un’attività che gli riesce, e pure bene. Le storie che compongono il libro si reggono su una scrittura sicura, diretta, capace di liberarsi dalle labirintiche costruzioni usate da alcuni autori più per pavoneggiarsi che per tentare di aprire sentieri narrativi. Ecco, detto questo, mi viene facile collocare Paolo Cognetti tra gli scrittori americani contemporanei. Il mio accostamento nasce semplicemente da una sensazione: leggendo le storie di Cognetti spesso pensavo alle pagine scritte da Yates o, perché no, da Wallace. Non c’è alcuna pretesa di erigere tale considerazione a teoria, ci mancherebbe (oltretutto uso come esempio, proprio perché non cerco l’intento teorizzante, due autori lontani dal punto di vista cronologico).

Le storie raccolte in Manuale per ragazze di successo sembrano sfuggire dalla modalità classica di intendere un percorso narrativo. In questo caso il finale spesso sfuma via, non è certo, è, invece, proiettato nell’incertezza, quell’incertezza che contraddistingue le azioni dei protagonisti. Attraversando le sue storie, Cognetti racconta di donne, a volte direttamente (pensando e guardando il mondo dalla prospettiva femminile) altre, al contrario, vedono la donna fare da contesto, da scenario. Quindi immaginarsi una Milano notturna silenziosa e statica come un relitto, tagliata da strade tessute come una ragnatela, incapace di sostenere tutti, impossibile da viverla per chi di progetti non ne ha, una Milano pronta a chiederti tutto in cambio di niente (forse), ecco è un ottimo presupposto per chiedere alla donna di raccontarsi. Perché più lo scenario e buio e statico, più emerge con forza il senso del libro di Cognetti: provare a dare con un tratto leggero e non definitivo una visione della femminilità. Penso al racconto Guidare nelle metropoli e tutto quello scritto finora si concretizza in una storia, splendida per giunta. Il ruolo di Maia, una ragazza che si muove attraverso percorsi non precostituiti si scontra con quello del personaggio maschile, il protagonista che, per vederla, percorre la circonvallazione di Milano continuamente, un solco da seguire come fa la puntina di un giradischi. Anche nell’ultimo racconto, La ragazza che sei stata, Diana si libera della staticità dei ruoli, butta via il passato che la rappresentava, cerca un’identità diversa e per farlo chiude lettere, poesie, oggetti e quant’altro negli scatoloni, si scrolla di dosso quelle relazioni (in questo caso maschili) che di Diana volevano quello che lei non voleva più essere.
Si dice che in una relazione l’equilibrio perfetto sta nell’affiancare ad una persona riflessiva e statica una personalità vibrante e dinamica; se la prima tende a ripetere le proprie azioni cercando di migliorarsi, la seconda trova nella continua ricerca di “altro” la soluzione alla sua inesauribile inquietudine. Forse nel libro di Cognetti c’è anche questo, un’analisi vestita di storie umane, vicine alla quotidianità, non lontane dai luoghi frequentati da uomini e donne nei giorni comuni, dove una storia non si sostiene grazie alla meraviglia dell’inatteso, ma si nutre di quegli equilibri prima descritti. E i ruoli intrapresi dai personaggi non si collocano, per forza di cose, in altrettanti ruoli paradigmatici maschili o femminili; i nomi che popolano le storie di Cognetti si muovono in ambienti sfocati perché anche loro, di fatto, non assumono tratti nitidi, sono alla continua ricerca di un punto fisso o di uno spazio da esplorare. A far da tramite c’è l’amore o forse ciò che ci spinge a vivere con gli altri.

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Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

Discussione

2 pensieri su “Manuale per ragazze di successo

  1. Ciao Andrè, guarda che ti leggo sempre…quasi sempre.
    Complimenti per la laurea, ti ho sempre ritenuto sopra la media della…Lazio nuoto. Hai capito che è il ras della piscina che ti saluta.
    Ciao, a presto e…ancora complimenti!

    Pubblicato da andrea | dicembre 12, 2008, 3:46 pm
  2. Grande Andrea, mi fa un sacco piacere che ogni tanto passi di qui. Ma quando ci si vede?

    Pubblicato da Patassa | dicembre 16, 2008, 2:55 pm

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