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diario, elezioni, italiana, sinistra

…ma c’è pur sempre una speranza

Sinceramente la sconfitta era da tenere in conto, senza dubbio. Ma di certo una emorragia di voti, verso la Lega Nord, francamente era inaspettata. Non parlerei di batosta, ma di passaggio epocale, una svolta imprevista dopo tanti anni di tepore politico, di sonnolenza delle sinistre, di frammentazione estrema dei partiti. Certo, il futuro che si profila è incerto, non prevedibile, ma è un dato di fatto che un certo tipo di politica si è fermata inesorabilmente al capolinea.

La mia paura è che degli errori fatti in passato non potranno essere più corretti, mi riferisco alla costituzione del Partito Democratico ancora troppo giovane e frettoloso, incapace di costituire un nucleo forte, plasmato sulla realtà del paese e, soprattutto, diverso. Veltroni parla ancora a pochi, non riesce a convincere C’è la possibilità di riprendersi in questi duri anni di opposizione (perché cinque anni saranno, punto).

La caporetto della Sinistra Arcobaleno è un’altra sorpresa. Un travaso di voti dal PD verso la SA ci poteva stare, magari moderato, ma ci poteva stare; invece è andata diversamente, perché, escludendo la emerita baggianata dei leader della SA ancora frastornati che indicano il carnefice in Walter Veltroni che, a detta loro, ha cannibalizzato i voti della sinistra, il dato di fatto è che la perdita di voti c’è stata su tutti i fronti. La Lega nel settentrione succhia via voti a molti altri partiti (compresa SA), forte del punto sulla sicurezza, il federalismo fiscale e la convinzione che una politica di protezione del territorio, radicata e goliardica sia l’unica risposta che il Nord possa accettare. Certo è che la storiella dell’operaio compagno rosso che lavora nelle fabbriche è veramente anacronistica: i bassi stipendi, al Nord vota Lega, al Sud vota Berlusconi, rendetevene conto. Se Berlusconi vince è perché da questa parte noi non siamo capaci di proporre un’alternativa seria, forte, consapevole e finalmente libera da troppi anni di seghe mentali. Veltroni ha provato a fare l’Obama italiano, per adesso è ancora Kerry, confido nel futuro. Intanto mi diletto con il Kobra di Donatella Rettore, vera espressione culturale/sociologica di questo paese. E vai col ritmo.

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Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

Discussione

3 pensieri su “…ma c’è pur sempre una speranza

  1. See Please Here

    Pubblicato da Dumuro | aprile 18, 2008, 6:08 am
  2. occhio al vairussss!!!
    ciao andrea, ho parlato con tanta gente, alla fine chi non voleva votare lo ha fatto ugualmente, insomma chi li ha votati? è un mistero.
    da una parte tiro un sospiro di sollievo, ora se la vedono loro, il paese era distrutto anche 2 anni fa ma l’italia era fortemente disinformata vedigli allontanamenti dalla rai ecc.
    in bocca a lupo a tutti!
    sai a roma si torna al ballottaggio per il sindaco: una parte dice:’c’è bisogno di riqualificare roma con l’arte e le nuove proposte!’, l’altra parte ha detto: ‘ma quale arte! via i room’.
    non c’è una via di mezzo???
    ciao a presto!!!

    Pubblicato da daniela | aprile 18, 2008, 6:53 am
  3. @daniela:io penso che il governo Prodi ha sbagliato a nascere, non aveva la forza per farlo. Forse lo spostamento così forte di voti da una parte all’altra è dovuto anche a questo. Di certo, non so cosa combinerà Berlusconi in questi prossimi anni, ma la situazione economica è leggermente diversa dal suo passato insediamento nel 2001. C’è da lavorare per far capire al paese che il Pdl non è la risposta alle sue problematiche. Ci riusciremo?

    Pubblicato da Andrea Patassa | aprile 20, 2008, 1:37 pm

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