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blog, comunicazione, convergenza, diario

La convergenza c’è

Una piccola premessa. Sto scrivendo in questi giorni dei racconti, lanciando in avanti la volontà ho visto che questa è cascata a quota nove. Insomma, dovrò arrivare a nove racconti per poter esplicare al meglio le tematiche che sto affrontando. Mi piace il numero nove perché un numero di confine, è l’ultimo numero con una sola cifra, l’ultimo dei più piccoli, il confine che delimita i numeri semplici, quelli che si possono contare con le mani nude, a quelli con due e più cifre, più complicati e altezzosi. Sto terminando il terzo racconto, quasi autobiografico, quasi perché non posso fare a meno di insaporire il tutto con del ritmo da fiction che fa scorrere la lettura ed evita al presunto lettore di non inciampare in ricordi troppo ingombranti (o peggio ancora spigolosi). L’idea è quella di pubblicare i racconti sul blog, ma, vista la loro lunghezza, ho paura che la lettura possa risultare noiosa e faticosa. Comunque, a giochi fatti vedrò come proporvi i racconti, intanto continuo a scrivere.

La storia di Vespa e dei blog si è sviluppata, non a caso, sulla rete. La questione è stata approfondita con interventi davvero interessanti, dissertazioni su quanto e come il web riesce ad influenzare l’agenda dei media (di contro, c’è anche chi scrive di vespaio inutile), in passato impostata dalla televisione, ora messa in discussione dalla comunicazione personale, orizzontale, collaborativa della rete. C’è chi parla di rappresaglie tra i vecchi e nuovi media, e che quella di Porta a Porta è la dimostrazione che, queste rappresaglie, potrebbero trasformarsi in vere e proprie battaglie. E’ un’ipotesi verosimile se non ci si rende conto dell’integrazione tra i media e non al solito scontro, al muro contro muro. Io sono del parere che, oggi, nel 2008, la televisione impostata da Bruno Vespa è perdente perché non tiene conto della convergenza mediatica, dell’integrazione del vecchio col nuovo, e sono altrettanto convinto che la tv possa dare molto nelle sue forme. E poi non posso ignorare quanto un pubblico specifico possa influenzare i contenuti dei media: Porta a Porta si relaziona con dei telespettatori che alla parola internet collegano all’istante la parola (calcata dai tg, dagli opinionisti ecc…) come videobullismo, pornografia, prostituzione, violenza e chi più ne ha più ne metta. La televisione, impostata così com’è oggi, non chiede di mettersi in gioco in prima persona scegliendo, rielaborando o editando contenuti, cosa che offre la rete; e se oggi i prodotti realizzati e condivisi sul web riescono a perforare la fitta coltre dell’indifferenza della tv generalista, dell’editoria monolitica, della pubblicità cartellonistica e anonima, ciò vuol dire che le cose stanno cambiando e che la convergenza si sta affermando.

Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

Discussione

2 pensieri su “La convergenza c’è

  1. La bellezza della televisione è la possibilità della vendita di un pacchetto già preconfezionato ed immutabile ad un target. Questo dona alla TV un potere sperverso e perverso, un potere non attaccabile, sceso dall’alto, deciso da altri. L’utente è passivo, subisce le scelte altrui, è attaccabile ed influenzabile. Il web ha la faccia di tutti. Si esprime in prima persona, ed in prima persona muore e convoglia tendenze. Nel web una cosa che non va, muore o non ha risonaza. La TV è a senso unico. Il web è un bellissimo doppiosenso di circolazione. Le informazioni vanno dall'”editore” all’utente che a sua volta diviene editore. Questa “personalizzazione”, questo mettere la faccia ha già sancito la morte della tv. E non perchè lo dice Grillo. L’utenza della tv sta diventanto sempre più vecchia, marginale. Internet ha mantenuto la frizzante consapevolezza di essere libero. Libero di essere schiavo e di non esserlo, libero di vivere, di morire, di esporsi al pubblico ludibrio, alla pubblica gogna, al successo interplanetario. I blog sono un bel passo in avanti per la comunicazione. Come gli stessi giornali on line. Presuppongono una interazione dell’utente (commenti in tempo reale, precisazioni, smentite) che il quotidiano cartaceo non riesce per natura fisiologica a sostenere. Vespa se si scagliasse contro il web sarebbe una voce singola che predica in un mare di “analfabeti civili”. Di contro avrebbe milioni di voci, centinaia di blog che a loro volta risponderebbero per le rime, farebbero massa, pubblico ma non solo utenza, bensì utenza attiva. La partita a mio avviso è già a favore del web purchè rimanga com’è, se venissero imposti filtri o catene mediante provvedimenti subdoli allora sarebbe la sua fine o la fine di questa frizzantezza di menti e parole. Pertanto il mio augurio è rivolto alla speranza che il web rimanga teatro di violenza, pornografia, bullismo e tutto ciò che di abbietto c’è nell’animo umano perchè di contro questa (a mio avviso) è la vera garanzia di una utenza libera, che di libero non ha solo la perversione ma anche la voce pulita, linda, mossa dalla pura intelligenza, dallo spirito di ricerca, del vero giornalismo e delle vere menti illuminate che altrove non avrebbero modo di distruggere la macchina che alimanta il cortocircuito nel quale ci siamo ficcati.
    Commento fiume. Me ne scuso del tedio.

    Pubblicato da Maurizio | marzo 14, 2008, 10:38 am
  2. Ciao andrea, ho potuto apprezzare quel pezzo sulle donne due punti.
    mi piacerebbe pensare che un giorno non ci siano differenze, che se un lavoro vale, vale e basta senza distinzioni.
    in bocca al lupo.

    Pubblicato da daniela | marzo 14, 2008, 9:04 pm

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