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diario, immondizia, Leonia, racconto

La città di Leonia

Leonia è una città pulita. Ha le sue strade grandi, ampie, moderne. I cittadini di Leonia producono, consumano e gettano via. Gesto banale questo che riformulano ogni giorno con semplicità. Ma dove va a finire ciò che buttano via? Nella spazzatura, che domanda! Così vi risponderebbe un normale cittadino di Leonia. E quella spazzatura dove viene raccolta? Ecco, a questa domanda il normale cittadino troverebbe alcune difficoltà. Si, perché quei sacchetti appoggiati fuori la porta di casa la sera, il mattino seguente scompaiono. Quindi non c’è di che preoccuparsi. Gli angeli di Leonia sono gli operatori ecologici, in passato etichettati come spazzini. Sono loro che mantengono dignitosamente pulita la città. Raccolgono i sacchetti dell’immondizia, li portano lontano da Leonia ed infine li abbandonano dove nessuno li possa né vedere né sentire. Nascosti, sotterrati, bruciati, qualche volta riciclati (ma quasi mai), il risultato di quella serie di gesti, produrre-consumare-gettare via, è un puzzo vomitevole lontano dalle mura di Leonia. Così accadeva in passato.

Ma il tempo passa, i consumi crescono, Leonia si espande e le case si avvicinano sempre più ai cumuli di immondizia ora divenute timide collinette maleodoranti. Si scaricano i rifiuti sempre più lontano, i poveri operatori ecologici sono costretti a farsi un’intera giornata di viaggio per poi mollare montagne di bottiglie di plastica, scatolette di tonno, deodoranti, resti di pollo, piatti di plastica e tanto, troppo altro ancora. Gli operatori si lamentano, chiedono aree attrezzate per la raccolta dei rifiuti, gli amministratori di Leonia, con le loro belle fasce tricolore, temporeggiano perché consapevoli che l’immondizia di Leonia lambisce le mura delle altre città e ciò potrebbe causare seri problemi di carattere diplomatico. Così si chiede ai cittadini di ridurre i consumi, ma questi non ci stanno e neanche gli industriali sono contenti, chi comprerà i loro prodotti se i consumi diminuiranno? Allora gli amministratori decidono di realizzare una discarica pubblica, regolata e gestita nel modo più corretto possibile. Nessuno la vuole vicino la propria casa, fa puzza, inquina, anzi, potrebbe addirittura far ammalare per via delle putride esalazioni. Ma i soldi stanziati per la costruzione della discarica ci sono e vanno in qualche modo sfruttati. Qualche amministratore lo si nota per le strade di Leonia con una splendida auto sportiva, dai colori sgargianti, dal motore ruggente. Intanto i rifiuti aumentano. L’immondizia di Leonia spinge contro quella delle città limitrofe. Sorgono le prime colline di plastica che col tempo divengono montagne vere e proprie, a tal punto che un’agenzia turistica offre escursioni guidate.

Proprio oggi un cittadino del centro di Leonia, cugino di uno degli amministratori di spicco della città, aprendo la finestra della sua camera da letto, è rimasto sotterrato dai sacchetti di immondizia. Per le strade cresce il malcontento, tutti puntano il dito contro l’altro, le splendide auto degli amministratori non riescono più a transitare lungo le strade, ci sono troppi rifiuti incustoditi. Mentre Leonia muore sotterrata dalla sporcizia, una flebile voce, proveniente da chissà quale televisore, nascosto sotto bucce di banana e torsoli di mela, chiede di consumare, consumare e consumare.

Ispirato dal racconto sulla città di Leonia dal libro Le città invisibili di Italo Calvino.

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Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

Discussione

2 pensieri su “La città di Leonia

  1. Basterebbe che Leonia si addestrasse, si armasse e partisse per lidi lontani da conquistare. Basterebbe far morire di cancro lontane popolazioni africane o conquistare l’Atollo di Bikini o Mururoa. E una volta lì scaricare tutto in mare.

    Schifo my friend. Pessimismo e fastidio.

    Pubblicato da Maurizio | gennaio 17, 2008, 4:57 pm
  2. @maurizio:se ci pensi questa è stata una settimana di puro pessimismo e fastidio all’italiana. Però non molliamo, cazzarola. Un salutone.

    Pubblicato da Andrea Patassa | gennaio 18, 2008, 5:15 pm

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