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Fred Buscaglione, Recensione, Simone Sarasso, Turkemar

Eri piccola così


“T’ho veduta. T’ho seguita. T’ho fermata. T’ho baciata. eri piccola, piccola, piccola, così!”

Giro di contrabbasso. Locali fumosi. Sigaretta che pende pigra all’angolo della bocca. La cravatta nera allentata. Jazz e swing che sussurrano note nella notte. Una Torino nebbiosa e notturna che fa contorno. Il fumo poi, intangibile, sottile, dalle curve morbide quando non è disturbato, frastagliato quando è mosso dai corpi. Ferdinando Buscaglione, in arte Fred Buscaglione, è al centro di questo quadro da criminalsong. I suoi baffetti, consigliati da Fatima sua musa, sua donna, suo amore fin che il successo non travolgerà tutto, sono un’icona pop post seconda guerra mondiale.

Leggendo Turkemar (che è in copyleft, quindi se volete leggerlo cliccate qui) di Simone Sarasso, pensavo in bianco e nero. Le impressioni che il libro mi ha trasmesso, immediate e brevi, sono rovinate da una pellicola vecchia e polverosa e l’audio gracchiante. E’ una storia breve e intensa Turkemar, è la vita di Buscaglione, cantante swing in voga nell’immediato dopo guerra e, sfortunatamente, scomparso in un incidente automobilistico nel 1960. Conoscevo poco o niente sulla vita e carriera artistica del cantante torinese, il libro, che si legge in poco tempo (è un romanzo di circa un centinaio di pagine) ne approfondisce le zone grigie, ovvero quei passaggi della biografia di Buscaglione meno trattati e deformati da elementi di fiction. C’è un atmosfera buia, cara allo scrittore, non è un caso la sua candidatura al Premio Scerbanenco con il suo ultimo romanzo (per chi non lo sapesse, è un premio letterario dedicato al genere noir italiano), dipinge la vita del cantante swing, risaltando il concetto del successo e le sue conseguenze. Questo è il tema cardine della storia che coordina l’intreccio irrobustendolo con dialoghi diretti, efficaci, molto cinematografici. I personaggi sono abbozzati, forse proprio per via della brevità del romanzo che non permette al lettore di familiarizzare con i loro caratteri. Gli ambienti, invece, li ho sentiti veri, ben delineati, contesti strutturati al fine di rendere più scorrevole possibile lo svilupparsi della storia.

Buscaglione è un soggetto che si presta benissimo per una storia nera. Il dopo guerra poi, è un periodo della storia del nostro paese particolarmente affascinante. Nei termini della cultura popolare, c’era tanta ingenuità, voglia di riscattarsi e il mito americano, per quanto contrastato dall’autarchia imposta dal Pelatone, sfociò in tutte le sue forme dopo la liberazione. Tra queste, fatta una dovuta cernita del bello e del brutto, c’è lo swing all’italiana di Fred Buscaglione. Simone Sarasso riesce a inserire tutto questo, almeno io sono riuscito a scovarlo nella sua scrittura. E poi c’è la bravura di ibridare la storia con tanti elementi così lontani dal contesto buscaglioniano, come l’estrapolazione di alcune tematiche vincenti da Spawn o le citazioni prese in prestito da Snatch. Il risultato è un romanzo che scorre via, lasciandosi sfogliare in pochi attimi. Questa sua qualità, forse, è anche un limite. ci si aspetta di più chiedendo a Fred di fare il bis, ma, purtroppo, le storie devono anche finire.

Postilla: anche questo libro sono riuscito a spulciarlo dalla Fiera “Più libri Più liberi”, a dimostrare, ancora una volta, quanto le piccole, a volte piccolissime, case editrici siano capaci di realizzare ottimi romanzi.

Postilla due: davvero originale l’introduzione a Turkemar, titoli di apertura in stile graphic novel, che sembrano quelli di qualche b-movie anni settanta.

Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

Discussione

6 pensieri su “Eri piccola così

  1. Interessante figura quella di Buscaglione. Per quanto riguarda le fiere “minori” secondo me sono uno spunto prezioso per trovare chicche come questa. Le fiere più note saranno anche un bellissimo “spettacolo” ma di novità vere non ce ne sono tantissime!

    Pubblicato da LauBel | dicembre 13, 2007, 12:47 pm
  2. la figura invece del cantante ombra delle “tattabù”?
    eheheheheh
    mitico come Busca!!!!

    andrea, ho mandato, fammi sapere!

    passa da me quando vuoi a vedere il tributo ad uno dei miti horror intramuntabbbili!

    ciao alla prossima!!!
    buon lavoro!

    Adrio

    Pubblicato da ADRIO THE BOSS | dicembre 13, 2007, 8:36 pm
  3. @laubel:non conosco la fiere più note (alludi a quella di Torino?),ma confermo quello che scrivi riguardo le fiere “minori”, si trovano libri interessanti e, sopratutto, si conosce gente interessante.
    @adrio:il cantante della tabù è un must dell’animazione pubblicitaria,geniale! Ho letto tutto di un fiato il tuo racconto, ti farò sapere sensazioni e giudizi(molto personali) al più presto via mail.

    Pubblicato da Andrea Patassa | dicembre 13, 2007, 9:31 pm
  4. minchia!!!!

    spero di non aver perso quel minimo di rispetto che avevo raggranellato!!!
    ciaoooooooooooooooooooooooooo

    tattabù!

    Pubblicato da ADRIO THE BOSS | dicembre 14, 2007, 6:28 pm
  5. per fiere più “note” intendo proprio tipo quella di torino e, a livello europeo, a quella di francoforte…!

    Pubblicato da LauBel | dicembre 17, 2007, 2:27 pm
  6. @laubel:le piccole case editrici italiane sono sempre più agguerrite e sfornano titoli interessantissimi, spesso snobbati dalle “major”. E poi c’è internet che offre una comunicazione orizzontale con i lettori. Insomma, l’editoria italiana, a mio parere, sta crescendo sopratutto nel fitto sottobosco editoriale. Ciao e grazie per i commenti!🙂
    @adrio:sono contento di essere riuscito a carpire il tuo meccanismo narrativo. Ancora complimenti!🙂

    Pubblicato da Andrea Patassa | dicembre 18, 2007, 7:47 am

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