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diario, follie, incendio, racconto, Storie

Piccole, impercettibili follie

Questa è una storia vera. Io ci aggiungerò un pizzico di fiction, ma giusto una puntina tanto per assaporare. Siamo a Florence, nello stato dell’Oregon, una delle tante città americane che prendono il nome da quelle italiane. Amanda Lee McDaniel si prepara per uscire dalla sua abitazione, è nervosa, particolarmente nervosa. I vicini infastidiscono il suo umore, quelli lei non li hai mai sopportati. Chiude il gas Amanda, prende la borsa, il cellulare e gli occhiali da sole, non manca niente.
No, qualcosa manca. Le chiavi di casa. Amanda le cerca, prima nel salottino, poi passa nella camera da letto, rovista nel letto disfatto, posa gli occhi sul comodino cercando quel mazzo di chiavi, ma niente, non ci sono. Passa in rassegna il suo angolo cucina, il nervosimo comincia a salire, i nervi affiorano. Butta giù qualcosa, maledice tutto e tutti, quelle cazzo di chiavi non spuntano fuori.
Allora è lì, in quel preciso momento che un dubbio la assale, trasformandosi in certezza: le chiavi le hanno rubate i vicini. Amanda diventa una furia, esce di casa con gli occhi iniettati di sangue si dirige con passo veloce verso la porta dei vicini. Prende a bussare, poi a calciare ed infine a spallare la porta in legno gonfio d’umidità. Entra in casa urlando a squarciagola e le sue parole sono troncate dalla rabbia. I vicini di Amanda, una coppia di mezza età, non riescono subito a focalizzare la situazione, sono disorientati: non capita tutti i giorni di vedersi una pazza dentro casa pronta a distruggere tutto quello che trova. Si, perchè Amanda sta letteralmente rasando al suolo l’abitazione dei vicini. Spacca la vetrina di una piccola credenza, prende a calci un vaso, butta per terra gingilletti vari, rompe i vetri di un quadro ed infine, prende a cazzotti la foto di matrimonio della coppia bastarda, infame e maledetta.
Amanda manda a fanculo il suo vicino di casa, spingendolo via mentre si dirige verso la cucina. Il padrone di casa prova a bloccarla, ma quella è una furia, una scheggia impazzita e si libera subito della presa, riprendendo la sua corsa inarrestabile verso la cucina. Amanda prende dell’alcol per le pulizie e lo sparge sui mobili, sulla macchina del gas, sulle finestre, dappertutto. Poi accende un cerino e lascia che le fiamme s’impossessino della cucina; il fuoco s’accende in un attimo. I vicini escono fuori di casa imprecando, lAmanda, invece, passa per la cucina scavalcando una piccola staccionata.
Della casa, non resterà niente, i pompieri non riusciranno a spegnere l’incendio in tempo. Quando è arrivato il ragazzo di Amanda che era già circondata dai poliziotti, lei ha spiegato tutto, ha detto che quegli stronzi dei vicini le avevano sottratto le chiavi di casa, che quello era uno scherzo che andava punito. Ma il ragazzo ha subito notato le chiavi di casa attaccate alla cintura di Amanda; lei, incredula ha guardato le chiavi ciondolare lungo i suoi fianchi, poi ha riposto il volto tra le mani tremanti e ha cominciato a piangere e singhiozzare.

La storia è tratta da un piccolo articolo pubblicato sulla rubrica Storie vere, dell’Internazionale n.714.

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Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

Discussione

5 pensieri su “Piccole, impercettibili follie

  1. Bello l’incipit alla Lucarelli! Fede

    Pubblicato da Anonymous | ottobre 17, 2007, 7:58 pm
  2. Ora che lo sto leggendo meglio immagino proprio Lucarelli nel suo studio blu, mentre si aggira tra le sagome cartonate di Amanda e dei vicini e guarda fisso nella telecamera!Fede

    Pubblicato da Anonymous | ottobre 17, 2007, 8:04 pm
  3. si, poi nelle pause pubblicitarie chiedo alla regia “un panino, dateme un panino!”
    ciao!
    🙂

    Pubblicato da Andrea Patassa | ottobre 17, 2007, 8:09 pm
  4. ..hai mai sentito parlare del caso della penna a sfera? Al top dell’assurdo..
    ah, criminologia che passione…

    Pubblicato da ILARIA | ottobre 18, 2007, 10:52 am
  5. No, quello della penna a sfera mi manca. Ma più che la criminologia direi, “ah, lo stress”.
    ‘sta storia è agghiacciante. E quante facce inferocite si incontrano nel traffico? E quanti possibili Amanda esistono? Inquietante…

    Pubblicato da Andrea Patassa | ottobre 18, 2007, 5:40 pm

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