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Carroll, il mare di legno, Recensione, surreale

Remare in un mare di legno


Sareste capaci remare in un mare di legno? Si, di legno. Niente acqua, troppo facile, qui si parla di legno come materia solida. Naturalmente la prima risposta che si darebbe, affidandosi alla logica, alla ragione, è un perentorio no. Leggendo il libro di Jonathan Carroll, terminata l’ultima pagina, ho ripensato alla domanda scritta qui sopra, e la risposta è stata tutt’altro che no. Il mare di legno è un romanzo che mischia surrealismo con quotidianità, riflessioni profonde, direi filosofiche, con momenti di narrativa veloce e piacevole.
Leggendolo mi sono immerso nella provincia americana, quella tranquilla in questo caso, niente scintille di violenza e razzismo strisciante raccontate dalla provincia di Lansdale, quella del sud. Crane’s View è una piccola cittadina assopita, tra i soliti personaggi di paese c’è anche il capo della polizia Francis McCabe, è lui che riceverà la visita di un cane ridotto male, con tre zampe, un aspetto orribile e che, poco dopo, gli morirà nel suo ufficio. Il cane verrà seppelito da Francis ma il cadavere sembra non voglia rimanere nella sua fossa… Il capo della polizia McCabe si addentra in una storia piena di stravanganze e, ad aiutarlo, non sarà da solo, ma i suoi io del passato torneranno per ricodargli chi era e chi è adesso. La sensazione di imbarazzo o di biasimo che si prova sfogliando le vecchie foto che testimoniano chi eravamo, è descritta benissimo da Carroll.
Ecco, come si può immaginare la fantasia si intreccia con la realtà, e questa sarà una costante del libro di Carroll. Ciò che più mi ha stupito è che le cose strane, quelle che interferiscono con la realtà di Francis McCabe, mai si rivelano fuori posto, insomma, il romanzo è scandito dal reale e surreale che convivono in perfetta armonia, si pensa addirittura che non sia per nulla impossibile spiccare il volo da una cappotta di una macchina, anzi, è la cosa più facile del mondo. Dopo aver letto questo libro, fatevi questa domanda “saprei remare in un mare di legno?”, la vostra risposta sarà “probabilmente si”.

Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

Discussione

5 pensieri su “Remare in un mare di legno

  1. Non c’entra niente con il mare di legno..lho letto anche io “la vergogna delle scarpe nuove”!!!! Bellissimo!!!

    Pubblicato da ilaria | ottobre 5, 2007, 8:33 am
  2. Si, veramente bello…intimamente inquietante.

    Pubblicato da Andrea Patassa | ottobre 5, 2007, 8:39 am
  3. ..in un certo senso di fagioli lo hai già letto? ciao naima

    Pubblicato da Naima | ottobre 5, 2007, 9:03 pm
  4. Ciao Naima! Si, l’ho letto, è uno di quei libri che meriterebbe un post, mi hai fatto venire voglia di scriverlo.
    Comunque ti posso dire che l’ho trovato davvero originale, l’idea di questo carteggio (con linguaggio tecnico-formalr) a senso unico tiene in piedi tutta la storia.
    Comunque, se mi segui scriverò a breve qualcosa, se spulci nel blog qualche commento già l’ho lasciato.
    Ps-complimenti per il libro, la tua intervista invoglia a leggerlo.
    Ciao!
    🙂

    Pubblicato da Andrea Patassa | ottobre 6, 2007, 12:58 pm
  5. allora aspetto la rece!!

    Pubblicato da Naima | ottobre 6, 2007, 2:36 pm

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